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(di Daniela Pieri) - Il gruppo parlamentare del PDL alla Camera ha dato vita ad una assemblea-seminario, che, come ha sottolineato il capogruppo on. Cicchitto, sarà la prima di una serie di incontri mensili atti a sviluppare le proposte del PDL nei confronti del governo Monti e a favorire il confronto interno sui principali temi di attualità politica.
Le relazioni sono state degli onorevoli: Cicchitto, Brunetta, Corsaro, Forte, Tajani e Alfano.
Intervenuti gli onorevoli: Gelmini, Lupi, Leo, Bernini, Ronchi.
E' evidente che esista una crisi finanziaria mondiale che si è estesa all'Europa e all'euro e quindi alle singole Nazioni, così come è evidente che all'origine ci siano l'andamento imprevisto della globalizzazione, l'affermazione di nuovi paesi (BRIC) e la crisi della finanziarizzazione senza regole: da ciò la crisi finanziaria del 2008 prima negli USA e quindi in Europa e nei singoli Stati.
Il tema del convegno è stata dunque la crisi in atto ,che interessa l'Italia ma risiede nella debolezza della governance europea, in cui la BCE non può essere garante della solvibilità degli Stati membri, e in cui manca una comune e coerente politica economica e di bilancio sovranazionale che renda possibile disporre di titoli di debito, gli eurobond.
Da tempo il gruppo parlamentare PDL della Camera sostiene l'esigenza di una strategia italiana volta all'abbattimento del debito e alla politica della crescita, poiché è un dato di fatto che il nostro Paese abbia un alto debito pubblico ed una bassa crescita.
”l'unica cosa da fare -sostiene l'on. Brunetta- è aggredire il debito, poiché siamo entrati nella trappola della finanza americana. L'America è unita e determinata: se c'è da indebolire l'euro per difendere la propria moneta non si fa scrupoli; di contro la UE è disomogenea e paesi come l'Italia sono penalizzati, mentre paesi come la Germania arrivano a vendere i propri titoli a tassi di interesse addirittura negativi”.
E' un dato reale che l'andamento dello spread negli ultimi 60 gg. del governo Berlusconi e nei primi 60 gg. del governo Monti abbia registrato un + 100 per Monti: l'andamento dello spread quindi non dipende da un presidente del consiglio piuttosto che da un altro, ma dalla doppia debolezza della governance europea e del sistema politico italiano.
“In conclusione -continua Brunetta- Monti faccia il suo mestiere, se ne è capace, oppure si torni al voto.”
“C'è una guerra in corso” sostiene l'on. Corsaro “ed è una guerra economica, dove l'Italia deve riappropriarsi del suo peso nei confronti dell'Europa, perché il nostro Paese vive la crisi ed il cattivo funzionamento dell'euro indipendentemente dai governi. C'è qualcosa che non funziona nell'euro a prescindere dal governo del Paese, infatti con Monti lo spread rimane alto e la borsa è altalenante. Monti deve occuparsi di risolvere problemi economici e recepire le direttive della UE, come nel caso del ritardo dei pagamenti da parte delle PA, che mette in difficoltà piccole e medie imprese, frenando l'economia.
La UE si è mossa approvando una direttiva che disciplina i pagamenti delle transazioni commerciali tra imprese e PA :questo per evitare il fallimento della piccola e media impresa e implementare la ripresa economica: recepire ed applicare normative come questa è suo dovere”
L'economista F.Forte incalza sul governo tecnico, dove -dice- di liberale c'è molto poco. Inoltre la sua politica della crescita è illusoria e le liberalizzazioni non sono sufficientemente pensate né adeguate. E' necessario un nuovo ruolo della BCE, una vera e omogenea governance europea ed una impostazione non recessiva come quella imposta dalla Germania. E' necessario eliminare il potere monopolistico delle banche, dare accesso al credito e patrimonializzare le imprese.”
Cicchitto rinforza il concetto dichiarando “sfidiamo il governo Monti a fare la sua parte. Il suo compito è rimettere a posto i conti dello Stato, ma non può e non deve farlo ricorrendo a metodi ragionieristici e notarili.”
Il segretario del PDL Alfano chiude riprendendo il concetto di Corsaro sulla “guerra senza rumore di bombe”: una guerra economica dove la governance europea viene spinta verso metodi non democratici da due capi di Stato . D'altro canto non può esistere una Europa a 27 teste: se non si riuscirà a venire fuori da questa situazione non potrà esistere una vera Europa.
Per quanto riguarda le liberalizzazioni, i cittadini devono ottenere servizi migliori a minor costo: più ampie e forti saranno le liberalizzazioni, più forte sarà il sostegno del PDL.
Infine sulla crescita Italia -continua- dobbiamo puntare sulla nostra identità, sulla nostra ineguagliabile fortuna di essere un museo a cielo aperto e quindi sulla capacità di risalire la china grazie al turismo e allo sfruttamento delle bellezze naturali che nessun altro paese al mondo può vantare.”