di Paolo Trapani
“Più Stato, più mercato”: quella che per l’ortodossia liberista sarebbe stata una frase blasfema a Napoli con un convegno promosso dalla Fondazione Nuova Italia è divenuta la nuova ricetta per il rilancio del Mezzogiorno. I due termini infatti, Stato e mercato, che per decenni sono stati al centro della dialettica politico-economica di esperti ed analisti sono oggi visti come complementari per offrire un reale sbocco di sviluppo al meridione. Il convegno di Napoli segna un punto importante per le prospettive del Sud: non più piagnistei, non più richieste stantie di assistenzialismo fine a sé stesso ma idee di investimenti, progetti concreti per la produttività e l’occupazione. Il convegno partenopeo è stato fortemente voluto da Luciano Schifone, consigliere comunale nel capoluogo campano, e dal parlamentare Marcello Taglialatela, che animano l’attività della Fondazione in Campania e nel Sud. Ricco il “parterre” di relatori che hanno contribuito a sviluppare un confronto a più voci. Ad arricchire i temi al centro del confronto esponenti del mondo accademico, dell’economia, dell’impresa, delle istituzioni. Le conclusioni del dibattito sono state affidate al Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola ed al Sindaco di Roma Gianni Alemanno che presiede la Fondazione Nuova Italia. Il Sud è al centro dell’agenda di governo: entro il prossimo mese sarà varato il piano decennale per il Mezzogiorno al quale l’esecutivo Berlusconi lavora alacremente per indicare su quali direttive dovrà impostarsi lo sviluppo del territorio meridionale. «Lo Stato deve essere al fianco del Sud – spiega Taglialatela, coordinatore Grande Napoli del Pdl – perché non serve la contrapposizione. Solo con la presenza forte ed autorevole dello Stato il Mezzogiorno può rilanciarsi. Abbiamo ribadito la necessità di creare una banca progetti che sappia essere al fianco delle imprese finanziando i progetti esecutivi. Finora il regionalismo ha miseramente fallito, si sono sprecate risorse importanti per ragioni di clientela politica fatta dal centrosinistra sui territori. Basta con gli interventi parcellizzati che fanno finire le risorse pubbliche in mille rivoli. Serve un punto di riferimento ed in tal senso un istituto di medio credito può essere strategico per gli investimenti da effettuare nel meridione». «Il rilancio delle regioni meridionali passa attraverso una fiscalità di vantaggio, che è il complemento del federalismo fiscale - sottolinea Alemanno - e Roma ed il Sud devono dialogare facendo gioco di squadra, anche in occasione di eventi come le Olimpiadi, qualora il Coni dovesse decidere di puntare sulla candidatura della capitale. Roma ha interesse ad uno sviluppo paritario per evitare che ci sia uno sbilanciamento verso il Nord e a collaborare con tutte le realtà meridionali, a partire dalle Olimpiadi e su altri grandi eventi, all'insegna del gioco di squadra». Il convegno a Napoli della Fondazione Nuova Italia è stato seguito da alcune centinaia di persone e non sono mancati presenze autorevoli del mondo dell’imprenditoria meridionale ed italiana. Molto applauditi infatti sono stati Aurelio De Laurentiis, produttore cinematografico e patron del calcio Napoli, ed Antonio D’Amato, già presidente di Confindustria. «Il Sud è un impegno del governo Berlusconi – dice il Ministro Scajola – ed il Mezzogiorno non solo necessita di un rilancio per i suoi cittadini, ma per contribuire alla crescita di tutta l'economia italiana. Con il piano decennale che presenteremo al presidente del Consiglio a metà febbraio individueremo un percorso per arrestare le difficoltà che oggi il Sud ha e per riuscire a portarlo nel giro di dieci anni a livello della media nazionale».