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OGM: INTERVISTA A GIOVANNI MONASTRA (parte seconda)

Autore: Redazione

.:PARTE SECONDA:.

di Omar Kamal

Secondo il ciclo biologico, se un bovino si nutre di questo mangime, l’uomo a sua volta dovrebbe per così dire… “assimilarlo”. E’ così?

Questi problemi potrebbero sorgere maggiormente in caso di consumo accidentale di Amflora da parte dell’uomo, ma potrebbero anche aversi attraverso la mediazione degli animali, in particolare i bovini (ricchi nel rumine di flora batterica), alimentati con gli scarti di questo OGM: è un’ipotesi che andrebbe verificata analizzando i prodotti lattierocaseari. A tutte queste obiezioni, molto sensate, che avevano bloccato per alcuni anni l’iter di approvazione dell’Amflora, ha preteso di dare risposta un recentissimo nuovo parere dell’EFSA, sbrigativo e rassicurante in modo ambiguo. In concreto l’Agenzia (per altro senza l’accordo totale tra i membri che hanno analizzato la questione) ha definito “improbabile” qualsiasi passaggio del carattere “resistenza agli antibiotici” dall’OGM ai batteri patogeni per la salute umana. Da qui la precipitosa approvazione.

Come si è mossa l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare?

Circa l’affidabilità dell’EFSA va detto che quando gli scienziati di questa Agenzia emettono un giudizio su un nuovo OGM, non si basano su studi condotti da laboratori pubblici, indipendenti, ma valutano solamente la letteratura scientifica (non sempre sufficiente) e i lavori presentati dalle singole aziende produttrici. Con tutto il rispetto ritengo sia un metodo discutibile (tra l’altro trovo allarmante che a Bruxelles si vogliano emettere nuove linee guida per l’EFSA addirittura ancora meno restrittive delle attuali!). Sono tanti gli aspetti che andrebbero approfonditi, non solo quello degli “eventuali residui”… In conclusione, senza fare allarmismi, penso che questa decisione vada ripensata. Per fortuna esiste la “clausola di salvaguardia” per la varie nazione dell’UE.

Quali dovrebbero essere i criteri in merito all’approvazione dei prodotti Ogm?

Per quel che riguarda i controlli sui nuovi OGM da approvare molti convengono sulla necessità che l’Unione Europea finanzi una ricerca imparziale e libera da condizionamenti di sorta, analizzando gli impatti sia sulla salute umana, sia sull’ambiente. Tale ricerca andrebbe affidata a scienziati di vario orientamento sul tema del transgenico, in modo che esista un controllo incrociato reciproco. Alla fine degli studi, un gruppo qualificato, possibilmente composto da figure di alto profilo scientifico internazionale, dovrebbe analizzare e valutare i lavori, emettendo un giudizio definitivo sugli eventuali effetti negativi (se ci sono).

C’è chi invece consiglia di avere come esempio l’americana FDA…

Vorrei suggerire molta cautela a chi in Italia propone come modello di serietà da imitare l’americana FDA (Food and Drug Administration), cioè l’agenzia che rilascia le autorizzazioni per l’immissione in commercio negli Stati Uniti di alimenti, quindi OGM, e farmaci: la reputazione e la credibilità della FDA è stata abbondantemente demolita da alcuni anni, con critiche puntuali basate sui fatti. Ricordo, tra le altre, quelle espresse nel 2004 da un insigne scienziato americano, l’epidemiologo David Graham, che è anche un alto funzionario proprio della FDA: “Per come è costruita oggi, la Food and Drug Administration non è in grado di proteggere gli Stati Uniti […] il Paese è virtualmente senza difesa” nel campo della sicurezza farmaceutica e alimentare. Più chiaro di così…


Non si corre il rischio che questo provvedimento, si trasformi in una sorta di cavallo di Troia nato per introdurre progressivamente altre colture ogm sui campi europei?

La mia posizione in proposito è del tutto scevra da ideologismi o prevenzioni di qualsiasi segno, in quanto basata sui dati della ricerca scientifica, sull’esperienza delle colture commerciali nelle varie aree del pianeta e su quello che chiamerei, senza tante ipocrisie, l’interesse nazionale italiano in campo agricolo (che è ben diverso dagli interessi della Monsanto e di certi ricercatori di ingegneria genetica assai poco obiettivi perchè preoccupati solo del loro lavoro). Ritengo che trasparenza e informazione corretta siano gli strumenti da adottare: cittadini informati e in grado di controllare, attraverso i mezzi opportuni, sono molto più temibili di certi attivisti in servizio permanente. Per rispondere in particolare alla sua domanda, dico che non porrei la questione in termini allarmistici. Non condivido infatti il catastrofismo di alcuni. Non lo condivido per ragioni sia di merito, sia di metodo. Esiste infatti un pericolo agendo così: si può indurre nel pubblico l’errata sensazione che la situazione sia già compromessa in modo definitivo e che ormai bisogna rassegnarsi alla realtà dei fatti. Invece in questo settore mai nulla è del tutto compromesso.

Escludiamo allora che sia un cavallo di troia…

Non è una “breccia”, né un”cavallo di troia”, piuttosto ci troviamo davanti a un braccio di ferro, che dura da molto, con alterne vicende. Da tempo i consumatori di moltissime nazioni sono sottoposti a un lavaggio del cervello, spesso accompagnato da ricatti morali un po’ subdoli, del tipo: “Se sei contro gli OGM dimostri un cinico disinteresse per i problemi della fame nel mondo”. Addirittura già dagli anni Novanta in alcuni fumetti per bambini si esaltavano le capacità miracolose delle colture transgeniche. Ricordo, ad esempio, una storia pubblicata su Topolino nel 1994 dove questi prodotti venivano presentati in modo accattivante, per la loro (presunta) notevole sostenibilità ambientale: un esempio di propaganda volta a condizionare i giudizi. Insomma, per la serie… “Come ti erudisco il pupo”!

Un bell’esempio di propaganda…

Infatti… Tra l’altro noto che in questi ultimi mesi assistiamo, di nuovo, al proliferare di improbabili “esperti” in ingegneria genetica, laureati in filosofia o in fisica, tutti pro-OGM, ma con argomentazioni scientificamente inconsistenti. Ancora: sulla stampa troviamo appelli e proclami dei soliti due o tre biotecnologi che, scordatisi la prudenza che dovrebbe caratterizzare un vero scienziato, si trasformano in propagandisti, vaneggiando di risultati mirabolanti ottenuti con gli OGM, che sarebbero già in uso per produrre nuovi vaccini e meraviglie del genere! Ma non esiste alcun riscontro reale a tali affermazioni. Il che è molto grave. Ancora: rilevo titoli di giornale enfatici e ultimativi, ma falsi. Uno per tutti: “Ve lo garantisco. Mangiate già OGM”. Così vengono ignorati i dati, molto chiari e rassicuranti, del Ministero della Salute (è disponibile la relazione per il 2008), e si fa finta che l’uso di mangimi in parte GM sia la stessa cosa che avere nella filiera alimentare umana cibi transgenici (infatti quali reazioni allergiche può provocarci il consumo di prodotti da allevamento, dato che gli animali fanno, per così dire, da “filtro” fra l’OGM e il nostro organismo? Eppure i fanatici del transgenico continuano a portare argomentazioni del genere, in questo inconsciamente aiutati anche da alcuni talebani “verdi”…).

Spesso le informazioni che passano, potrebbero indurre i consumatori a confondersi?

Certo non aiutano a fare chiarezza dichiarazioni incredibili come quelle di Paola Testori, biologa, appartenente alla alta burocrazia di Bruxelles, che ha detto: “Oggi l’85% della soia utilizzata è di origine OGM. Lo stesso vale per il mais, al 60%”. Si tratta di una affermazione priva di qualsiasi fondamento. Infatti tutte le statistiche (i dati forniti dalla ben nota ISAAA, ad esempio) riportano che, sul totale mondiale di ciascuna coltura, la soia GM raggiunge il 77%, mentre il mais GM si ferma al 26% (ben lontano dal 60% dato dalla Testori!). Seppur contro ogni evidenza, alcuni desiderano far credere ai consumatori che ormai tutto è transgenico, cercando così di indurre rassegnazione e acquiescenza di fronte alla apertura indiscriminata verso gli OGM.

Però c’è anche chi sostiene che gli Ogm godano del beneplacito della Santa Sede...

Spesso si tratta di notizie strumentali, montate ad arte per far credere a presunti pronunciamenti del Vaticano in favore degli OGM, pronunciamenti che poi vengono regolarmente smentiti dalle fonti ufficiali della Chiesa. Circa questa opera di intossicazione delle menti, ricordo anche le notizie fornite da certa stampa compiacente che propaganda incredibili aumenti di produzione del mais ingegnerizzato, tutti sconfessati dai fatti. In particolare, va evidenziato che il mais Bt, se viene confrontato con un mais convenzionale coltivato secondo le buone pratiche agricole e protetto contro insetti fitofagi, quali la piralide, nella migliore delle ipotesi dà un aumento di produttività del 2-3%, mentre alcuni parlano di incrementi del 43%! Addirittura c’è chi afferma che il mais Bt elimina tutti i tipi di micotossine (molecole dannose per la salute), quando invece si sa bene che questo mais GM è efficace solo contro particolari micotossine, le fumonisine, ma non contro le ben più pericolose aflatossine, che anni fa provocarono gravi danni e pericoli per la salute, essendo state trovate in alte dosi nel latte in Lombardia.
 

SEGUE DOMANI LA TERZA PARTE DELL'INTERVISTA


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